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	<title>San Giovanni Battista &#187; Preghiere</title>
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		<title>Preghiera per implorare grazie per l’intercessione del Servo di Dio  Beato Giovanni Paolo II</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 12:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Preghiere]]></category>

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		<description><![CDATA[ O Trinità Santa, ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa il papa Giovanni Paolo II e per aver fatto risplendere in lui la tenerezza della tua paternità, la gloria della Croce di Cristo e lo splendore dello Spirito d’amore...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>O Trinità Santa, ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa il papa Giovanni Paolo II e per aver fatto risplendere in lui la tenerezza della tua paternità, la gloria della Croce di Cristo e lo splendore dello Spirito d’amore.<br />
Egli, confidando totalmente nella tua infinita misericordia e nella materna intercessione di Maria, ci ha dato un’immagine viva di Gesù Buon Pastore e ci ha indicato la santità come misura alta della vita cristiana ordinaria quale strada per raggiungere la comunione eterna con te.<br />
Concedici,per sua intercessione, secondo la tua volontà, le grazie che imploriamo, nella speranza che egli sia presto annoverato nel numero dei tuoi santi. Amen</p>
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		<title>La preghiera, un cammino.</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jan 2011 07:29:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Preghiere]]></category>

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		<description><![CDATA[(da ‘Lessico della vita interiore’ E. Bianchi)

La preghiera è il colloquio fra Dio e l’uomo, fatto di ascolto della Parola divina contenuta nelle Scritture e di risposta umana ,cioè l’impegno a metterla in pratica; è la via che porta alla comunione con Dio e con gli altri...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(da ‘Lessico della vita interiore’ E. Bianchi)</p>
<p>La preghiera è il colloquio fra Dio e l’uomo, fatto di ascolto della Parola divina contenuta nelle Scritture e di risposta umana ,cioè l’impegno a metterla in pratica; è la via che porta alla comunione con Dio e con gli altri uomini. Nella preghiera il cuore, cioè il centro della persona, si concentra su Colui che gli parla per conoscere e incontrare il Signore.<br />
Così avviene la preghiera, come costante e interminabile itinerario del credente verso il suo Dio, una ricerca incessante e ostinata da parte di colui che è stato vinto da una Presenza che l’ha segnato e ha fatto di lui un credente.<br />
La preghiera allora è la coscienza della vita cristiana come cammino verso Dio. Un Dio che è invisibile e silenzioso, non è l’assente ma il Presente che cela la sua presenza dietro il silenzio e il nascondimento; è il Padre che con il suo ritiro e il suo silenzio fa della sua presenza una chiamata, una vocazione. E così la preghiera può rispondere a tale appello liberando la libertà dell’uomo, portando l’orante alla conoscenza di sé mentre lo guida alla ricerca di Dio.<br />
La preghiera dell’uomo a Dio è la risposta alla preghiera che Dio rivolge all’uomo. In questo dialogo entra tutto l’uomo: l’uomo è attesa, domanda, desiderio,relazione… e la preghiera conosce le sue molteplici modulazioni: ringraziamento, invocazione, intercessione, richiesta…<br />
Norma della preghiera cristiana è la preghiera di Gesù, il Figlio di Dio: la sua preghiera conosce anche il non-esaudimento nel momento cruciale del Getsemani, quando Gesù chiede al Padre che ‘passi da lui quell’ora ‘tragica, ma tutto rimette al compimento della volontà di Dio, non della sua.<br />
La preghiera non è la sublimazione del desiderio umano, la richiesta che Dio compia la nostra volontà, ma il cammino attraverso il quale avviene il riconoscimento e l’accettazione della volontà di Dio e il conseguente adeguamento della relazione a tale conoscenza.<br />
La preghiera muta, in una persona, con il trascorrere degli anni. Solo così essa è reale relazione con Dio, relazione che resta viva, che non si atrofizza. Fine di tale cammino e di tale relazione è la conformazione di una vita all’immagine di Dio che è Gesù il Cristo.</p>
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		<title>I mezzi per conseguire il paradiso</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2011 12:36:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Preghiere]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questa quarta parte fra i mezzi suggeriti da diversi autori, per conseguire il Paradiso, ne suggerisco cinque:</p>
<p style="text-align: justify;">1) evitare il peccato grave;
2) fare i Nove Primi Venerdì del mese;
3) i Cinque Primi Sabati del mese;
4) recita giornaliera di Tre Ave Maria;
5) conoscenza del Catechismo...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questa quarta parte fra i mezzi suggeriti da diversi autori, per conseguire il Paradiso, ne suggerisco cinque:</p>
<p style="text-align: justify;">1) evitare il peccato grave;<br />
2) fare i Nove Primi Venerdì del mese;<br />
3) i Cinque Primi Sabati del mese;<br />
4) recita giornaliera di Tre Ave Maria;<br />
5) conoscenza del Catechismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prima di iniziare facciamo  due premesse.</strong><br />
<strong>Prima premessa: verità da ricordare sempre:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">1) Perché siamo stati creati? Per conoscere Dio, nostro Creatore e Padre, amarlo e servirlo in questa vita e goderlo poi per sempre in Paradiso.</p>
<p style="text-align: justify;">2) Brevità della vita. Cosa sono 70, 80, 100 anni di vita terrena dinnanzi all’eternità che ci aspetta? La durata di un sogno. Il demonio ci promette un specie di paradiso in terra, ma ci nasconde l’abisso del suo regno infernale.</p>
<p style="text-align: justify;">3) Chi va all’Inferno? Chi vive abitualmente in stato di peccato grave, non pensando ad altro che a godersi la vita. &#8211; Chi non riflette che dopo la morte dovrà rendere conto a Dio di tutte le sue azioni. &#8211; Chi non vuole confessarsi mai, per non distaccarsi dalla vita peccaminosa che conduce. &#8211; Chi, fino all’ultimo istante della sua vita terrena, resiste e rifiuta la grazia di Dio che l’invita al pentimento dei suoi peccati, all’accettazione del suo perdono. &#8211; Chi diffida dell’infinita misericordia di Dio che vuole tutti salvi ed è sempre pronto ad accogliere i peccatori pentiti.</p>
<p style="text-align: justify;">4) Chi va in Paradiso? Chi crede alle verità rivelate da Dio e dalla Chiesa Cattolica proposte a credere come rivelate. &#8211; Chi vive abitualmente in grazia di Dio osservando i suoi Comandamenti, frequentando i Sacramenti della Confessione e dell’Eucaristia, partecipando alla Santa Messa, pregando con perseveranza e facendo del bene al prossimo.<br />
In sintesi: si salva e va in Paradiso chi muore senza peccato mortale, cioè in Grazia di Dio; si danna e va all’Inferno chi muore in peccato mortale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Seconda premessa: necessità della fede e della preghiera.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">1) Per andare in Paradiso è indispensabile la fede, infatti (Mc. 16,16) Gesù dice: «Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato». San Paolo (Ebr. 11,6) conferma: «Senza la fede è impossibile piacere a Dio, perché chi si accosta a Lui deve credere che Dio esiste e dà la ricompensa a chi lo cerca».<br />
Che cosa è la fede? La fede è una virtù soprannaturale che inclina l’intelletto, sotto l’influsso della volontà e della grazia attuale, a credere fermamente a tutte le verità rivelate da Dio e preposte dalla Chiesa come rivelate, non per la loro intrinseca evidenza ma per l’autorità di Dio che le ha rivelate. Perciò perchè la nostra fede sia vera è necessario credere alle verità rivelate da Dio non perché le comprendiamo, ma unicamente perché le ha rivelate Lui, che non può ingannarsi, né può ingannarci.<br />
«Chi conserva la fede — dice il Santo Curato d’Ars col suo linguaggio semplice ed espressivo — è come se avesse in tasca la chiave del Cielo: può aprire ed entrare quando vuole. E se anche molti anni di peccati e d’indifferentismo l’avranno resa logora o arrugginita, un po’ di Olio degli Infermi basterà a farla ritornare lucida e tale da potersene servire per entrare e occupare almeno uno degli ultimi posti del Paradiso».</p>
<p style="text-align: justify;">2) Per salvarsi è necessaria la preghiera perché Dio ha stabilito di darci il suo aiuto, le sue grazie per mezzo della preghiera. Infatti (Mat. 7,7) Gesù dice: «Chiedete e otterrete; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto», e aggiunge (Mat. 14,38): « Vegliate e pregate per non cadere in tentazione, perché lo spirito è pronto, ma la carne è debole».<br />
E con la preghiera che otteniamo la forza di resistere agli assalti del demonio e di vincere le nostre cattive inclinazioni; è con la preghiera che otteniamo l’aiuto necessario della grazia per osservare i Comandamenti, di compiere bene il nostro dovere e di portare con pazienza la nostra croce quotidiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fatte queste due premesse, passiamo ora a parlare dei singoli mezzi per conseguire il Paradiso.<br />
</strong><br />
<strong>1 &#8211; Evitare il peccato grave</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Papa Pio XII disse: «Il più grave peccato attuale è che gli uomini hanno incominciato a perdere il senso del peccato». Il Papa Paolo VI disse: «La mentalità del nostro tempo rifugge non soltanto dal considerare il peccato per quello che è, ma persino di parlarne. Si è perduto il concetto di peccato. Gli uomini, nel giudizio odierno, non sono più ritenuti peccatori».<br />
Il Papa attuale, Giovanni Paolo II, ha detto: «Tra i tanti mali che affliggono il mondo contemporaneo, quello più preoccupante è costituito da un pauroso affievolimento del senso del male».<br />
Purtroppo dobbiamo confessare che nonostante non si parli più di peccato, esso, mai come oggi, abbonda, inonda e sommerge ogni ceto sociale. L’uomo è stato creato da Dio, quindi per la sua stessa natura di «creatura», deve ubbidire alle leggi del suo Creatore. Il peccato è la rottura di questo rapporto con Dio; è la ribellione della creatura alla volontà del suo Creatore. Con il peccato l’uomo nega la sua sudditanza a Dio.<br />
Il peccato è una offesa infinita fatta dall’uomo a Dio, l’essere infinito. Insegna San Tommaso d’Aquino che la gravità di una colpa si misura dalla dignità della persona offesa. Un esempio. Un tizio dà uno schiaffo a un suo compagno, il quale, per reazione, glielo ricambia e tutto finisce lì. Ma se lo schiaffo viene dato al Sindaco della città, tizio verrà condannato, per esempio, a un anno di carcere. Se poi lo si dà al Prefetto, o al Capo del Governo o dello Stato, questo tizio verrà condannato a pene sempre maggiori, fino alla pena di morte o all’ergastolo. Perché questa diversità di pene? Perché la gravità dell’offesa si misura dalla dignità della persona offesa.<br />
Orbene quando noi commettiamo un peccato grave, Colui che viene offeso è Dio l’Essere Infinito, la cui dignità è infinita, quindi il peccato è un’offesa infinita. Per  capire meglio la gravità del peccato ricorriamo all’accenno di tre scene.</p>
<p style="text-align: justify;">1) Prima della creazione dell’uomo e del mondo materiale, Dio aveva creato gli Angeli, esseri bellissimi, il cui capo, Lucifero splendeva come sole nel suo massimo splendore. Tutti godevano gioie indicibili. Ebbene una parte di questi Angeli ora sono all’Inferno. Non li circonda più la luce, ma le tenebre; non godono più gioie, ma tormenti eterni; non proferiscono più canti di esultanza, ma orribili bestemmie; non amano più, ma odiano eternamente! Chi da Angeli di luce li ha trasformati in demoni? Un peccato gravissimo d’orgoglio che li fece ribellare al loro Creatore.</p>
<p style="text-align: justify;">2) Non sempre la terra è stata valle di lacrime. Da principio esisteva un giardino di delizie, l’Eden, il paradiso terrestre, dove ogni stagione era temperata, dove i fiori non cadevano e i frutti non cessavano, dove gli uccelli del cielo e gli animali del suolo, miti e graziosi, erano docili ai cenni dell’uomo. Adamo ed Eva abitavano in quel giardino di delizie ed erano beati e immortali.<br />
A un certo momento tutto cambia: la terra si fa ingrata e dura al lavoro, le malattie e la morte, le discordie e gli omicidi, ogni sorta di sofferenza affliggono l’umanità. Che cosa è stato a trasformare la terra da valle di pace e di gioia in valle di lacrime e di morte? Un gravissimo peccato d’orgoglio e di ribellione commesso da Adamo ed Eva: il peccato originale!</p>
<p style="text-align: justify;">3) Sul monte Calvario agonizza, inchiodato a una croce, Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, e ai suoi piedi sua Madre Maria, straziata dal dolore.<br />
Commesso il peccato, l’uomo non poteva più riparare l’offesa fatta a Dio perché infinita, mentre la sua riparazione è finita, limitata. E allora l’uomo come potrà salvarsi?<br />
La seconda Persona della Santissima Trinità, il Figlio di Dio Padre, si fa Uomo come noi nel seno purissimo della sempre Vergine Maria, e per tutta la sua vita terrena soffrirà un continuo martirio fino a culminare sul patibolo infame della croce. Gesù Cristo, come uomo, soffre a nome dell’uomo; come Dio, dà alla sua espiazione un valore infinito, per cui l’offesa infinita fatta dall’uomo a Dio viene riparata adeguatamente e così l’umanità viene redenta, viene salvata. Che cosa ha fatto di Gesù Cristo «l’Uomo dei dolori»? E di Maria, Immacolata, tutta pura, tutta santa, «la Donna dei dolori, l’Addolorata»? Il peccato!<br />
Ecco dunque la gravità del peccato! E noi come stimiamo il peccato? Una cosa da nulla, una cosa insignificante! Quando il re di Francia, S. Luigi IX, era piccolino, sua madre, la regina Bianca di Castiglia, lo portava nella cappella reale e, davanti a Gesù Eucaristico, pregava così: «Signore, se il mio Luigino dovesse macchiarsi anche di un solo peccato mortale, portatevelo ora in Paradiso, perché io preferisco vederlo morto anziché aver commesso un così grave male!». Ecco come i veri cristiani stimavano il peccato! Ecco perché tanti Martiri affrontavano con coraggio il martirio, pur di non peccare. Ecco perché tanti lasciavano il mondo e si ritiravano nella solitudine a fare vita eremitica. Ecco perché i Santi pregavano molto per non offendere il Signore, e per amarlo sempre più: il loro proposito era «meglio la morte che commettere un peccato»!<br />
Perciò il peccato grave è il male più grande che possiamo commettere; è la disgrazia più terribile che ci possa capitare, basta pensare che ci mette in pericolo di perdere il Paradiso, il luogo della nostra felicità eterna, e ci fa piombare nell’Inferno, il luogo dei tormenti eterni.<br />
Gesù Cristo, per perdonarci il peccato grave, istituì il Sacramento della Confessione. Approfittiamone confessandoci con frequenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2 &#8211; Nove Primi Venerdì del mese</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Cuore di Gesù ci ama infinitamente e vuole salvarci a qualunque costo per renderci eternamente felici in Paradiso. Per rispettare però la libertà che ci ha dato, vuole la nostra collaborazione, richiede la nostra corrispondenza.<br />
Per renderci molto facile la salvezza eterna, ci ha fatto, tramite Santa Margherita Alacoque, una straordinaria promessa: «Io ti prometto, nell’eccesso della Misericordia del mio Cuore, che il mio Amore Onnipotente concederà la grazia della penitenza finale a tutti coloro che si comunicheranno il Primo Venerdì del mese per nove mesi consecutivi. Essi non morranno nella mia disgrazia né senza aver ricevuto i Santi Sacramenti, e in quegli ultimi momenti il mio Cuore sarà loro un sicuro asilo».<br />
Questa straordinaria Promessa fu approvata solennemente dal Papa Leone XIII e introdotta dal Papa Benedetto XV nella Bolla Apostolica con la quale Margherita Maria Alacoque veniva dichiarata Santa. Ciò è la prova più valida della sua autenticità. Gesù incomincia la sua Promessa con queste parole: «Io ti prometto» per farci comprendere che, trattandosi di una grazia straordinaria, Egli intende impegnare la sua parola divina, sulla quale possiamo fare il più sicuro affidamento, infatti nel Vangelo di San Matteo (24,35) Egli dice: «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno mai».<br />
Aggiunge poi «&#8230; nell’eccesso della Misericordia del mio Cuore&#8230;», per farci riflettere che qui si tratta di una Promessa così straordinariamente grande, che poteva venire soltanto da un eccesso di Misericordia veramente infinita.<br />
Per renderci poi assolutamente sicuri ch’Egli manterrà a qualunque costo la sua Promessa, Gesù ci dice che tale grazia straordinaria la concederà «&#8230;. l’Amore Onnipotente del suo Cuore».<br />
«&#8230;Essi non morranno nella mia disgrazia&#8230;». Con queste parole Gesù promette che farà coincidere l’ultimo istante della nostra vita terrena con lo stato di grazia, per cui saremo eternamente salvi in Paradiso.<br />
A chi sembrasse quasi impossibile che con un mezzo così facile (fare cioè la Comunione ogni primo Venerdì del mese per 9 mesi consecutivi) si possa ottenere la grazia straordinaria di una buona morte e quindi della felicità eterna del Paradiso, costui deve tener conto che tra questo mezzo così facile e una grazia così straordinaria si frappongono una «Misericordia Infinita e un Amore Onnipotente».<br />
Sarebbe una bestemmia pensare alla possibilità che Gesù venga meno all’impegno della sua parola. Questa avrà il suo compimento anche per colui che, dopo aver fatto in grazia di Dio le nove Comunioni, sopraffatto dalle tentazioni, trascinato dalle cattive occasioni e vinto dalla debolezza umana, traviasse. Perciò tutte le trame del demonio per strappare quell’anima a Dio saranno sventate perché Gesù è disposto, se sarà necessario, a fare anche un miracolo, affinché colui che ha fatto bene i Nove Primi Venerdì si salvi, anche con un atto di dolore perfetto, con un atto d’amore fatto nell’ultimo istante della sua vita terrena.<br />
Con quali disposizioni devono esser fatte le 9 Comunioni?<br />
Quanto segue vale anche per i Cinque Primi Sabati del mese. Le Comunioni devono esser fatte in grazia di Dio (cioè senza peccato grave) con la volontà di vivere da buon cristiano.</p>
<p style="text-align: justify;">1) E chiaro che se uno facesse la Comunione sapendo di essere in peccato mortale, non solo non si assicurerebbe il Paradiso, ma abusando in modo indegno della Misericordia divina, si renderebbe meritevole di grandi castighi, perché, invece di onorare il Cuore di Gesù, l’oltraggerebbe orribilmente col peccato gravissimo di sacrilegio.</p>
<p style="text-align: justify;">2) Chi facesse le Comunioni per assicurarsi il Paradiso per poi potersi abbandonare a una vita di peccato, dimostrerebbe con questa cattiva intenzione di essere attaccato al peccato e di conseguenza le sue Comunioni sarebbero tutte sacrileghe e quindi non acquisterebbe la Grande Promessa del Sacro Cuore e si dannerebbe all’Inferno.<br />
3) Chi invece con retta intenzione ha cominciato a fare bene (cioè in grazia di Dio) le Comunioni e poi, per fragilità umana, cade ogni tanto nel peccato grave, costui, se pentito della sua caduta si rimette in grazia di Dio con la Confessione e continua a fare bene le altre Comunioni richieste, conseguirà certamente la Grande Promessa del Cuore di Gesù.<br />
L’infinita Misericordia del Cuore di Gesù con la Grande Promessa dei 9 Primi Venerdì vuole darci la chiave d’oro che un giorno ci aprirà la porta al Paradiso. Sta a noi approfittare di questa straordinaria grazia offertaci dal suo Cuore divino, che ci ama con amore infinitamente tenero e materno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3 &#8211; 5 Primi Sabati del mese</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A Fatima, nella seconda apparizione del 13 giugno 1917, la Vergine Santissima, dopo aver promesso ai fortunati veggenti che presto avrebbe portato in Cielo Francesco e Giacinta, aggiunse rivolgendosi a Lucia:<br />
«Tu devi rimanere più a lungo quaggiù, Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare».<br />
Da quel giorno erano ormai passati circa nove anni ed ecco che il 10 dicembre 1925 a Pontevedra, in Spagna, dove Lucia si trovava per il suo noviziato, Gesù e Maria vengono a mantenere la promessa fatta e a incaricarla di far meglio conoscere e diffondere nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria.<br />
Lucia vide apparire Gesù Bambino a fianco della sua Santa Madre la quale teneva in mano un cuoi e circondato di spine. Gesù disse a Lucia: «Abbi compassione del Cuore della tua Santissima Madre. Esso è circondato di spine con le quali uomini ingrati lo trafiggono ogni momento e non vi è nessuno che ne strappi qualcuna con un atto di riparazione».<br />
Poi parlò Maria che disse: «Figlia mia, guarda il mio Cuore circondato di spine con cui uomini ingrati continuamente lo trafiggono con le loro bestemmie e ingratitudini. Tu almeno procura di consolarmi e annunzia a nome mio che: «Io prometto di assistere nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie per la loro salvezza eterna tutti coloro che nel Primo Sabato di cinque mesi consecutivi si confessano, si comunicano, recitano il rosario, e mi fanno compagnia per un quarto d’ora meditando sui misteri del rosario con l’intenzione di offrirmi un atto di riparazione».<br />
Questa è la Grande Promessa del Cuore di Maria che si affianca a quella del Cuore di Gesù. Per ottenere la promessa di Maria Santissima si richiedono le seguenti condizioni:<br />
1) Confessione &#8211; fatta entro gli otto giorni e anche più, con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria. Se si dimentica nella confessione dì fare tale intenzione, si può formularla nella confessione seguente, approfittando della prima occasione che si avrà per confessarsi.<br />
2) Comunione &#8211; fatta nel primo sabato di mese e per 5 mesi consecutivi.<br />
3) Rosario &#8211; recitare, almeno una terza parte, della corona del rosario meditandone i misteri.<br />
4) Meditazione &#8211; di un quarto d’ora meditando i misteri del rosario.<br />
5) Comunione, meditazione, recita del rosario, devono farsi sempre con l’intenzione della Confessione, e cioè con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4 &#8211; Recita giornaliera di Tre Ave Maria</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Santa Matilde di Hackeborn, monaca benedettina morta nel 1298, pensando con timore al momento della sua morte, pregava la Madonna di assisterla in quel momento estremo. Consolantissima fu la risposta della Madre di Dio: «Sì, farò quello che mi domandi, figlia mia, però ti chiedo recitare ogni giorno Tre Ave Maria: la prima per ringraziare l’Eterno Padre per avermi resa onnipotente in Cielo e in terra; la seconda per onorare il Figlio di Dio per avermi dato tale scienza e sapienza da sorpassare quella di tutti i Santi e dì tutti gli Angeli, e per avermi circonfusa di tanto splendore da illuminare, come sole splendente, tutto il Paradiso; la terza per onorare lo Spirito Santo per aver acceso nel mio cuore le fiamme più ardenti del suo amore e per avermi fatta così buona e benigna da essere, dopo Dio, la più dolce e la più misericordiosa». Ed ecco la speciale promessa della Madonna che vale per tutti: «Nell’ora della morte, io:<br />
1) ti sarò presente confortandoti e allontanando ogni forza diabolica;<br />
2) t’infonderò luce di fede e conoscenza affinché la tua fede non venga tentata per ignoranza; 3) t’assisterò nell’ora del tuo trapasso infondendo nell’anima tua la sua vita del Divino Amore affinché prevalga in te tanto da mutare ogni pena e amarezza di morte in grande soavità» (Liber specialis gratiae &#8211; p. I cap. 47). La speciale promessa di Maria ci assicura quindi tre cose:<br />
1) la sua presenza nel punto della nostra morte per confortarci e tenere lontano il demonio con le sue tentazioni;<br />
2) l’in fusione di tanta luce di fede da escludere ogni tentazione che potrebbe causarci l’ignoranza religiosa;<br />
3) nell’ora estrema della nostra vita, Maria Santissima ci colmerà di tanta dolcezza di amore di Dio da non farci sentire la pena e l’amarezza della morte.<br />
Molti Santi, fra cui Sant’Alfonso Maria de Liquori, San Giovanni Bosco, Padre Pio da Pietralcina, furono zelanti propagatori della devozione delle Tre Ave Maria.<br />
In pratica per ottenere la promessa della Madonna basta recitare mattina o sera (meglio ancora mattina e sera) Tre Ave Maria secondo l’intenzione manifestata da Maria a Santa Matilde. E lodevole aggiungere una preghiera a S. Giuseppe, Patrono dei moribondi:<br />
«Ave, Giuseppe, pieno di Grazia, il Signore è con te, tu sei benedetto fra gli uomini e benedetto è il frutto di Maria, Gesù. O San Giuseppe, Padre putativo di Gesù e Sposo della Sempre Vergine Maria, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.<br />
Qualcuno potrebbe pensare: se con la recita giornaliera delle Tre Ave Maria mi salverò, allora potrò continuare a peccare tranquillamente, tanto mi salverò lo stesso!<br />
No! Pensare questo è farsi ingannare dal demonio.<br />
Le anime rette sanno benissimo che nessuno può salvarsi senza la sua libera corrispondenza alla grazia di Dio, che ci spinge soavemente a fare il bene e a fuggire il male, come insegna S. Agostino: «Chi ha creato te senza di te, non salverà te senza di te».<br />
La pratica delle Tre Ave Marie è un mezzo che ai buoni ottiene le grazie necessarie per condurre una vita cristiana e di morire in grazia di Dio; ai peccatori, che cadono per fragilità, se con perseveranza recitano le Tre Ave Maria giornaliere otterranno prima o poi, almeno prima della morte, la grazia di una sincera conversione, di un vero pentimento e quindi si salveranno; ma ai peccatori, i quali recitano le Tre Ave Maria con cattiva intenzione, e cioè per continuare maliziosamente la loro vita peccaminosa con la presunzione di salvarsi lo stesso per la promessa della Madonna, costoro, meritando castigo e non misericordia, certamente non persevereranno nella recita delle Tre Ave Maria e quindi non otterranno la promessa di Maria, perché Lei ha fatto la speciale promessa non per farci abusare della misericordia divina, ma per aiutarci a perseverare nella grazia santificante fino alla nostra morte; per aiutarci a rompere le catene che ci legano al demonio, per convertirci e ottenere la felicità eterna del Paradiso. Qualcuno potrebbe obiettare che ci sia grande sproporzione nell’ottenere la salvezza eterna con la semplice recita giornaliera di Tre Ave Maria. Ebbene al Congresso Mariano di Einsiedeln in Svizzera, il Padre G. Battista de Blois rispondeva così: «Se questo mezzo vi sembra sproporzionato al fine che con esso si vuole raggiungere (la salvezza eterna), non vi resta che reclamare presso la Santa Vergine che lo ha arricchito della sua speciale promessa. O meglio ancora dovete prendervela con Dio stesso che Le ha accordato un tale potere. Del resto non è forse nelle abitudini del Signore operare le più grandi meraviglie con dei mezzi che sembrano i più semplici e sproporzionati? Dio è padrone assoluto dei suoi doni. E la Vergine Santissima, nella sua potenza d’intercessione, risponde con generosità sproporzionata al piccolo omaggio, ma proporzionata al suo amore di Madre tenerissima». &#8211; Per questo il Venerabile Servo di Dio Luigi Maria Baudoin scrisse: «Recitate ogni giorno le Tre Ave Maria. Se siete fedeli nel pagare questo tributo di omaggio a Maria, io vi prometto il Paradiso».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5 &#8211; Catechismo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo Comandamento «Non avrai altro Dio fuori di me» ci ordina di essere religiosi, cioè di credere in Dio, di amarlo, adorano e servirlo come l’unico e vero Dio, Creatore e Signore di tutte le cose. Ma come si può conoscere e amare Dio senza sapere chi è? Come si può servirlo, cioè come si può fare la sua volontà se s’ignora la sua legge? Chi c’insegna chi è Dio, la sua natura, le sue perfezioni, le sue opere, i Misteri che lo riguardano? Chi ci spiega la sua volontà, ci mette sott’occhio punto per punto la sua legge? Il Catechismo.<br />
Il Catechismo è il complesso di tutto ciò che il cristiano deve sapere, deve credere e fare per guadagnarsi il Paradiso. Poiché il nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica è troppo voluminoso per i semplici cristiani, si è ritenuto opportuno, in questa quarta parte del libro, riportare per l’intero l’intramontabile Catechismo di S. Pio X, piccolo di mole ma — come ha detto il grande filosofo francese, Etienne Gilson «meraviglioso, di una precisione e concisione perfetta&#8230; una teologia concentrata bastante al viatico di tutta la vita». Così vengono accontentati coloro (e grazie a Dio sono ancora molti) che ne hanno grande stima e lo gustano.</p>
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		<title>In cosa consiste la perfezione cristiana</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 06:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Preghiere]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;">Tratto dal "COMBATTIMENTO SPIRITUALE"  di Lorenzo Scupoli</p>
<br />
<p style="text-align: center;">In che consiste la perfezione cristiana.
Per acquistarla bisogna combattere.
Quattro cose necessarie per questa battaglia...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center; font-size: 18px;">Tratto dal &#8220;COMBATTIMENTO SPIRITUALE&#8221;  di Lorenzo Scupoli</p>
<p style="text-align: center;"><strong>In che consiste la perfezione cristiana.<br />
Per acquistarla bisogna combattere.<br />
Quattro cose necessarie per questa battaglia.</strong></p>
<p>Volendo tu, figliola in Cristo amatissima, conseguire l’altezza della perfezione e, accostandoti al tuo Dio, diventare uno stesso spirito con Lui (cfr. 1 Cor 6,17) dal momento che questa è la maggiore e la più nobile impresa che si possa dire o immaginare, devi prima conoscere in che cosa consista la vera e perfetta vita spirituale.</p>
<p>Molti infatti, senza troppo riflettere, l’hanno posta nel rigore della vita, nella macerazione della carne, nei cilizi, nei flagelli,nelle lunghe veglie, nei digiuni e in altre simili asprezze e fatiche corporali.</p>
<p>Altri, e particolarmente le donne, credono di aver fatto molto cammino se dicono molte preghiere vocali; se partecipano a parecchie messe e a lunghe salmodie; se frequentemente vanno in chiesa e si ritemprano al banchetto eucaristico</p>
<p>Molti altri(tra cui talvolta se ne ritrova qualcuno che, vestito dell’abito religioso, vive nei chiostri) si sono persuasi che la perfezione dipenda del tutto dal frequentare il coro, dal silenzio, dalla solitudine e dalla regolata disciplina: e così chi in queste e chi in altre simili azioni ritiene che sia fondata la perfezione.</p>
<p>Il che però non è così! Siccome dette azioni sono ora mezzo per acquistare spirito e ora frutto di spirito, così non si può dire che in esse solo consistano la perfezione cristiana e il vero spirito.<br />
Sono senza dubbio mezzo potentissimo per acquistare spirito per quelli che bene e discretamente le usano, per prendere vigore e forza contro la propria malizia e fragilità; per armarsi contro gli assalti e gli inganni dei nostri comuni nemici; per provvedersi di quegli aiuti spirituali che sono necessari a tutti i servi di Dio e massimamente ai principianti.</p>
<p>Sono poi frutto di spirito nelle persone veramente spirituali, le quali castigano il corpo perché ha offeso il suo Creatore e per tenerlo sottomesso e umile nel suo servizio; tacciono e vivono solitarie per fuggire qualunque minima offesa del Signore e per conversare nei cieli(cfr.Fil3,20 Volgata); attendono al culto divino e alle opere di pietà; pregano e meditano la vita e la passione di nostro Signore non per curiosità e gusti sensibili, ma per conoscere ancora di più la propria malizia e la bontà misericordiosa di Dio, onde infiammarsi sempre di più nell’amore divino e nell’odio di se stesse, seguendo con la loro abnegazione e la croce in spalla il Figliuolo di Dio; frequentano i santissimi sacramenti a gloria di sua divina Maestà, per congiungersi più strettamente con Dio e per prendere nuova forza contro i nemici.</p>
<p>Ma ad altri poi che pongono nelle suddette opere esteriori tutto il loro fondamento, possono, non per difetto delle cose in sé (che sono tutte santissime) ma per difetto di chi le usa, porgere talvolta occasione di rovina più che i peccati fatti apertamente. Mentre sono intenti solo in esse, abbandonano il cuore in mano alle inclinazioni e al demonio occulto, il quale, vedendo che questi già sono fuori del retto sentiero, li lascia non solamente continuare con diletto nei suddetti esercizi ma anche spaziare secondo il loro vano pensiero per le delizie del paradiso, dove si persuadono di essere sollevati tra i cori angelici e di sentire Dio dentro di sé.Questi si trovano talora tutti assorti in certe meditazioni piene di alti, curiosi e dilettevoli punti e, quasi dimentichi del mondo e delle creature, par loro di essere rapiti al terzo cielo.<br />
Ma in quanti errori si trovino questi avviluppati e quanto siano lontani da quella perfezione che noi andiamo cercando, facilmente si può comprendere dalla vita e dai loro costumi: infatti questi vogliono in ogni cosa grande e piccola essere preferiti agli altri e avvantaggiati su di loro, sono radicati nella propria opinione e ostinati in ogni loro voglia. Ciechi nei propri, sono invece solleciti e diligenti osservatori e mormoratori dei detti e dei fatti altrui. Se tu li tocchi anche un poco in una certa loro vana reputazione, in cui essi si tengono e si compiacciono di essere tenuti dagli altri, e li levi da quelle devozioni che usano passivamente, si alterano tutti e s’inquietano moltissimo. E se Dio, per ridurli alla vera conoscenza di se stessi e sulla strada della perfezione, manda loro travagli e infermità o permette persecuzioni (che non vengono mai senza sua volontà, così volendo o permettendo, e che sono la pietra di paragone della lealtà dei suoi servi), allora scoprono il loro falso fondo e l’interno corrotto e guasto a causa della superbia.Infatti in ogni avvenimento, triste o lieto che sia, non vogliono rassegnarsi e umiliarsi sotto la mano divina acquietandosi nei sempre giusti benché segreti giudizi di Dio (cfr Rm 11,33); né sull’esempio del suo Figliuolo, il quale umiliò sé stesso e volle patire (cfr Fil 2,8) si sottomettono a tutte le creature considerando come cari amici i persecutori, che effettivamente sono strumenti della bontà divina e cooperano alla loro mortificazione, perfezione e salvezza.<br />
Perciò è cosa certa che questi tali sono posti in grave pericolo: avendo l’occhio interno ottenebrato e mirando con quello se medesimi e le azioni esterne che sono buone,si attribuiscono molti gradi di perfezione e così insuperbiti giudicano gli altri: ma per loro non c’è chi li converta, fuorché uno straordinario aiuto di Dio.Per tale motivo assai più agevolmente si converte e si riduce al bene il peccatore pubblico, anziché quello occulto e coperto con il manto delle virtù apparenti.</p>
<p>Tu vedi dunque assai chiaramente, figliola, che la vita spirituale non consiste nelle suddette cose, come ti ho dichiarato.<br />
Devi sapere che essa non consiste altro che nella conoscenza della bontà  e della grandezza di Dio, e della nostra nullità e inclinazione a ogni male; nell’amore suo e nell’odio di noi stessi; nella sottomissione non solo a lui, ma a ogni creatura per amor suo; nella rinuncia a ogni nostro volere e nella totale rassegnazione al suo divin beneplacito ; inoltre essa consiste nel volere e nel fare tutto questo semplicemente per la gloria di Dio, per il solo desiderio di piacere a Lui e perché così egli vuole e merita di essere amato e servito.<br />
Questa  è la legge  d’amore impressa dalla mano dello stesso Signore nei cuori dei suoi servi fedeli. Questo è il rinnegamento di noi stessi, che da noi ricerca (cfr Lc 9,23). Questo è il giogo soave e il peso suo leggero(cfr Mt 11,30). Questa è l’obbedienza , alla quale con l’esempio e con la parola il nostro Redentore e Maestro ci chiama.</p>
<p>E perché, aspirando tu all’altezza di tanta perfezione, devi fare continua  violenza a te stessa per espugnare generosamente e annullare tutte le voglie, grandi o piccole che siano, necessariamente conviene che con ogni prontezza d’animo ti prepari a questa battaglia: infatti la corona non si dà  se non a quelli che combattono valorosamente.<br />
Siccome tale battaglia  è più di ogni altra difficile (poiché combattendo contro di noi, siamo insieme combattuti da noi stessi),così la vittoria ottenuta sarà più gloriosa di ogni altra e più cara a Dio.<br />
Se tu attenderai a calpestare e a dar morte a tutti i tuoi disordinati appetiti, desideri e voglie ancorché minime, renderai maggior piacere e servizio a Dio che se, tenendo alcune di quelle volontariamente vive, ti flagellassi fino al sangue e digiunassi più degli antichi eremiti e anacoreti o convertissi  al bene migliaia di anime.<br />
Sebbene il Signore in sé gradisca più la conversione delle anime che la mortificazione di una  voglietta, nondimeno tu non devi volere né operare altro se non quello che il medesimo Signore da te rigorosamente ricerca e vuole. Ed egli senza alcun dubbio si compiace di più che tu ti affatichi e attenda a mortificare le tue passioni che se tu,lasciandone anche una avvedutamente e volontariamente viva in te, lo servissi in qualunque cosa sia pure grande e di maggior importanza.</p>
<p>Ora che tu vedi, figliola, in che consiste la perfezione cristiana e che per acquistarla devi intraprendere una continua e asprissima guerra contro te stessa, c’è bisogno che ti provveda di quattro cose, come di armi sicurissime e necessarissime, per riportare la palma e restar vincitrice in questa spirituale battaglia. Queste sono: la diffidenza  di noi stessi, la confidenza in Dio, l’esercizio e l’orazione.</p>
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		<title>Inno allo Spirito Santo</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 06:22:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vieni o Spirito Creatore
visita le nostre menti
riempi della Tua Grazia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Vieni o Spirito Creatore<br />
visita le nostre menti<br />
riempi della Tua Grazia<br />
i cuori che hai creato.<br />
O Dolce Consolatore<br />
Dono del Padre Altissimo<br />
Acqua –viva, Fuoco Amore<br />
Santo-crisma dell’anima.<br />
Dito della Mano di Dio<br />
promesso dal Salvatore<br />
irradia i Tuoi sette Doni<br />
suscita in noi la Parola.<br />
Sii luce all’intelletto,<br />
Fiamma ardente nel cuore;<br />
sana le nostre ferite<br />
col Balsamo del Tuo Amore.<br />
Difendici dal nemico,<br />
reca in dono la Pace,<br />
la Tua Guida invincibile<br />
ci preservi dal male.<br />
Luce d’eterna Sapienza<br />
svelaci il grande Mistero<br />
di Dio Padre e del Figlio<br />
uniti in un solo Amore.<br />
Amen.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sequenza allo Spirito Santo</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 10:42:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vieni, Spirito Santo, 
manda a noi dal cielo
un raggio della Tua Luce,
vieni Padre dei poveri,
vieni Datore dei doni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vieni, Spirito Santo,<br />
manda a noi dal cielo<br />
un raggio della Tua Luce,<br />
vieni Padre dei poveri,<br />
vieni Datore dei doni,<br />
vieni Luce dei cuori,<br />
Consolatore perfetto,<br />
Ospite dolce dell’anima,<br />
dolcissimo sollievo.<br />
Nella fatica riposo,<br />
nella calura riparo<br />
nel pianto conforto.<br />
O luce beatissima,<br />
invadi nell’intimo<br />
il cuore dei Tuoi fedeli.<br />
Senza la Tua Forza<br />
 nulla è nell’uomo,<br />
nulla senza colpa.<br />
Lava ciò che è sordido,<br />
bagna ciò che è arido,<br />
sana ciò che sanguina.<br />
Piega ciò che è rigido,<br />
scalda ciò che è gelido,<br />
drizza ciò che è sviato.<br />
Dona ai tuoi fedeli,<br />
che solo in Te confidano,<br />
i Tuoi santi Doni.<br />
Dona virtù e premio,<br />
dona morte santa,<br />
dona gioia eterna.<br />
Amen</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una preghiera di tutti i giorni (per una vita santa e felice)</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 10:41:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Respira in me, o Spirito Santo,
perché io pensi ciò che è santo.
Spingimi tu, o Spirito Santo,
perché io faccia ciò che è santo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Respira in me, o Spirito Santo,<br />
perché io pensi ciò che è santo.<br />
Spingimi tu, o Spirito Santo,<br />
perché io faccia ciò che è santo.<br />
Attirami tu, o Spirito Santo,<br />
perché io ami ciò che è santo.<br />
Fortificami tu, o Spirito Santo<br />
 perché io custodisca ciò che è santo.<br />
Aiutami tu, o Spirito Santo,<br />
perché io non perda ciò che è santo.<br />
Amen</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Consacrazione al Cuore Divino di Gesù</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 10:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al Sacrificio  eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze  di questo giorno: in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre. Amen
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al Sacrificio  eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze  di questo giorno: in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre. Amen</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Preghiera al Sacro cuore di Gesù</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 10:40:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gesù, noi sappiamo che Tu sei Misericordioso e che hai offerto il Tuo Cuore per noi. Esso è incoronato dalle spine e dai nostri peccati. Sappiamo che Tu ci supplichi costantemente affinché noi non ci perdiamo. Gesù, ricordati di noi quando siamo nel peccato. Per mezzo del Tuo Cuore fa che tutti gli uomini si amino. Sparisca l’odio tra gli uomini, mostraci il Tuo Amore. Noi tutti Ti amiamo e desideriamo che Tu ci protegga col Tuo Cuore di pastore e ci liberi da ogni peccato. Gesù, entra in ogni ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gesù, noi sappiamo che Tu sei Misericordioso e che hai offerto il Tuo Cuore per noi. Esso è incoronato dalle spine e dai nostri peccati. Sappiamo che Tu ci supplichi costantemente affinché noi non ci perdiamo. Gesù, ricordati di noi quando siamo nel peccato. Per mezzo del Tuo Cuore fa che tutti gli uomini si amino. Sparisca l’odio tra gli uomini, mostraci il Tuo Amore. Noi tutti Ti amiamo e desideriamo che Tu ci protegga col Tuo Cuore di pastore e ci liberi da ogni peccato. Gesù, entra in ogni cuore! Bussa, bussa alla porta del nostro cuore, sii paziente e non desistere mai. Noi siamo ancora chiusi perché non abbiamo capito il Tuo Amore. Bussa continuamente. Fa, o buon Gesù, che Ti apriamo i nostri cuori almeno nel momento in cui ci ricordiamo della Tua Passione sofferta per noi. Amen</p>
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		<title>Preghiera prima di addormentarsi</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 10:39:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Preghiere]]></category>

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		<description><![CDATA[Eterno Padre, per le mani di Maria Addolorata Ti offro il Sacro Cuore di Gesù con tutto il Suo Amore, con tutte le Sue sofferenze e con tutti i Suoi meriti:
per espiare tutti i peccati che ho commesso oggi e durante tutta la mia vita &#8211; Gloria al Padre&#8230;
per purificare il bene che ho fatto male oggi e durante tutta la mia vita – Gloria al Padre&#8230;
per supplire al bene che ho trascurato di fare oggi e durante tutta la mia vita – Gloria al Padre&#8230;
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eterno Padre, per le mani di Maria Addolorata Ti offro il Sacro Cuore di Gesù con tutto il Suo Amore, con tutte le Sue sofferenze e con tutti i Suoi meriti:<br />
per espiare tutti i peccati che ho commesso oggi e durante tutta la mia vita &#8211; Gloria al Padre&#8230;<br />
per purificare il bene che ho fatto male oggi e durante tutta la mia vita – Gloria al Padre&#8230;<br />
per supplire al bene che ho trascurato di fare oggi e durante tutta la mia vita – Gloria al Padre&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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