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Sabato in giardino 29 marzo 2014

4 Aprile 2014 Nessun commento

Sicuramente, oltre alle ns. preghiere al buon Dio affinché ci regalasse un sabato con il sole, deve esserci stato anche lo zampino di Don Francesco che ha conoscenze altolocate in paradiso.

Alle 8 in punto i cuochi erano pronti con gli ingredienti per il pane (Marco Cisani) e per la focaccia (Simone e Carlos).

A me non restava che raccogliere rametti e carta di giornale per incominciare ad accendere il fuoco nel capiente forno da pane.

Mentre Marco incominciava a selezionare ed a pesare tutti gli ingredienti per il pane, Simona e Paolo si davano da fare per imbandire le tavolate sotto agli ulivi.

Il lavoro di Marco procedeva spedito con tutti gli ingredienti sapientemente uniti ed amalgamati a mano e….. a forza di braccia si incominciava a vedere prendere forma l’impasto che sarebbe poi diventato il pane da cuocere nel forno.

Claudia arrivava poco dopo portando il necessario per completare l’aperitivo che avremmo gustato più tardi; vino Pigato, barattoli in vetro di patè d’olive e squisito olio che adopereremo per insaporire le fette di pane di Marco.

Mio compito è di pensare al fuoco e non mi risparmio;  anche perché la legna è bella secca e non ho fatto alcuna fatica a raccoglierla ed a tagliarla!

Ormai il forno da pane è bello caldo ed è sufficiente di tanto in tanto aggiungere qualche tronchetto di legno.

Posso quindi dedicarmi alla mia passione di cinereporter per immortalare la preparazione della focaccia a cura di Simone e Carlos.

Pazientemente Simone, mentre prepara i vari ingredienti ed inizia ad impastare, mi descrive tutte le fasi della preparazione, specificando ingredienti e percentuali da rispettare per ottenere il massimo risultato.

L’idea di filmare il tutto è piaciuta e Simona propone di riunirci alla prima occasione e proiettare il filmino a beneficio anche degli assenti.

Simone e Carlos proseguono nel loro lavoro di impasto e riposo ed ancora impasto e…… non siate troppo curiosi, il tutto è documentato ed a disposizione di chi me lo chiederà!

Arrivano tanti altri amici portando altro vino ed altri stuzzichini e la mattinata si anima ed incomincia la festa.

Simona ha preparato un dolce (la ricetta è nel filmato con la focaccia) che ben si sposa con il Passito di Pantelleria….. e diamo inizio agli assaggi del dolce!

Umberto ha portato delle squisite pizzette e Paola (Iarrobino) una specie di brioche salata che, opportunamente poste all’imbocco del forno, riprendono vita e spariscono in un attimo accompagnate da un vinello omaggiato da qualche altro amico.

Bene il forno è pronto, il soffitto è bello bianco a testimoniare la giusta temperatura raggiunta per potere infornare.

E’ il momento di Marco e del suo pane che incomincia a dorare ed a cuocere.

Come vassoio da portata, recupero una fetta di tronco che Don Francesco aveva riposto per altri scopi, e la utilizziamo per portare in tavola il pane fumante.

Claudia è pronta con l’olio extra vergine di olive di Cisano sul Neva e con il patè di olive gentilmente offerto dall’oleificio F.lli Pozzo (piccola pubblicità gratuita e non remunerata) che provvede a spalmare sulle fette di pane ancora fumante.

Pochi minuti ed il pane sfuma!

Abbiamo tenuto il Pigato “ U Giancu du Risso “ (Claudia può farvene avere a volontà insieme con il Patè di Olive e con l’olio Extra vergine) per la focaccia e….i cuochi mi chiamano per le ultime riprese cinematografiche per immortalare l’infornata e la cottura.

Scrosciano gli applausi a Simone e Carlos quando, con il solito vassoio improvvisato e rubato a Don Francesco, giungono con le teglie di focaccia fumanti nella zona dei tavolini.

Biro, al secolo Roberto Cisani, tira fuori una specie di scimitarra ed affetta la focaccia e ….. vai di Pigato e …continua l’allegria.

Purtroppo il cellulare mi riporta alla realtà dei miei impegni di famiglia, le mie nipotine chiedono la mia presenza a casa per il pranzo e sono costretto, mio malgrado, a lasciare tutto quel ben di Dio e la compagnia di tanti amici.

Grazie a tutti e ……mi raccomando, non fate sparire il vassoio di Don Francesco!

 

Gianni Prola

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