In ricordo di Don Giacomo Mora
Don Giacomo Mora, nato a Fumeri (alle pendici dei Giovi) il 16 agosto 1907, inizia la sua attività ecclesiastica come viceparroco a S. Pietro alla Foce per passare poi a S. Giovanni di Quarto dove rimane 7 anni insegnando ai giovani teologia e quelle virtù spirituali legate all’esistenza terrena. Nel marzo del 1942, durante la seconda guerra mondiale, si offre come cappellano militare in Jugoslavia ove riapre al culto la chiesa ivi esistente. Aggregato presso l’ospedale del 3° Reggimento alpini Taurinense nel Montenegro il 31 ottobre 1943 viene prelevato durante la celebrazione della Messa per i suoi soldati feriti e con loro fucilato dai partigiani serbi.
Testimonianza resa dall’ex Capitano del 3° Reggimento Alpini Massimo Del Fante:
“Conobbi don Giacomo Mora nell’ottobre del 1943 a Proiboj, paese del Montenegro, dove eravamo rifugiati dopo l’armistizio. Lo ricordo nell’aspetto tipicamente ligure, sbrigativo e di poche parole ma infervorato nello svolgimento della sua missione. Parlava costantemente di Genova e della chiesa di San Giovanni. Una sera, dovendo sgombrare il paese fu estratto a sorte un sacerdote che dovesse rimanere con i feriti durante la ritirata; don Giacomo, senza esitare, prese il posto dell’amico evidentemente impaurito. Era perfettamente consapevole che la sua morte sarebbe stata certa di lì a poco. Quella fu l’ultima volta che lo vedemmo; il paese fu occupato dalle forze di Tito e tutti gli italiani rimasti furono trucidati. Fummo messi a conoscenza del fatto da un capitano miracolosamente scampato all’eccidio.”














Lascia il tuo commento!